Chi è Samuel

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Samuel nasce a Udine nel 1965 e fin da piccolo esprime qualità come: fantasia, manualità, dono naturale nel creare giochi o inventare e aggiustare oggetti (anche grazie agli insegnamenti del padre falegname modellista e della madre artista).

Samuel racconta: “ Tra i ricordi più belli il rimprovero da parte del nonno materno per aver utilizzato una confezione intera di chiodi da carpenterie per le mie invenzioni ”.

Terminate le medie inferiori, giovanissimo Samuel decide di inserirsi subito nel mondo del lavoro e dopo una parentesi di apprendista serigrafo viene assunto presso un famoso laboratorio artigianale di cornici, dal 1980 sino al 1989 anno in cui inizia l’avventura da imprenditore.

Da quel momento Samuel segue un percorso molto interessante mettendosi in gioco giorno dopo giorno con impegno e dedizione, sempre alla ricerca del massimo risultato personale e professionale, sperimentando nuove tecniche e allargando il proprio bagaglio lavorativo attraverso passione e ricerca autodidatta.

 

A servizio del cliente

Oggi Samuel, con la qualifica di artigiano artistico vanta un’esperienza pluriennale che volentieri mette a servizio dei clienti ma soprattutto dell'arte.

Dicono di me... Vito Sutto

" L’arte di recuperare si coniuga, nelle operazioni di Samuel, con quella di realizzare in assoluto.

È importante sottolineare che vi sono nelle esigenze di Samuel queste due richieste, che risiedono nelle pieghe dell’animo di un operatore che dobbiamo definire artigiano artista.


Dunque l’anima del recupero e quella dell’uso: il recupero è un atto che storicizza un oggetto, lo restituisce alla sua dignità originale togliendogli quella patina di relativo che il tempo gli ha assegnato.

Recuperare vuol dire ritrovare un percorso che anche l’oggettuale può subire, perché non solamente l’umanità, che è soggetto storico, subisce gli eventi, gli oggetti, molto più che la comunità possono sembrare passivi di fronte allo scorrere della storia.

Samuel con il suo lavoro vuole dirci che anche gli oggetti hanno uno spirito, che è quella “ particella di tempo” che si è legata inscindibilmente all’oggetto liberato nello spazio.

Ma vi è anche un altro aspetto dell’operare che è costituito dal “ fare”, dal realizzare cioè, ex novo, un oggetto per riportarlo nello spazio della storia individuale e collettiva, dalla quale quell’oggetto sarà protetto e custodito.

È questo il caso della grande produzione di cornici. Variegata e dimensionata alla più fertile fantasia, quella del costruttore, appunto Samuel, che forgiando la cornice di un quadro o di uno specchio, costruisce se stesso, pezzo per pezzo, affermando la sua anima, dichiarando se stesso, nel rispetto dei gusti e delle preferenze di tutti quanti possono ritrovarsi, all’interno di questo oggetto, fuori dalla dimensione spazio-temporale idealmente, ma concretamente ben dentro la storia di una società consumistica che ha bisogno di ripensarci. "

Vito Sutto

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